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Le 4 Dimensioni

In Dramatica, la Motivazione non è altro che la Dimensione dei Personaggi.

Sommario

Spesso si dice che i personaggi debbano essere tridimensionali per essere più simili possibile alle persone reali.

Le Dimensioni dei Personaggi

Dramatica si serve invece di 4 Dimensioni per sviluppare i Personaggi all'interno di una Storia. Motivazione e Scopo sono, rispettivamente, la prima e l'ultima Dimensione. Per muoversi da una all'altra c'è bisogno della Metodologia (terza Dimensione) e il percorso viene completato dalla seconda che è l'Analisi. Andiamo a vedere le 4 Dimensioni nel dettaglio: 1. Motivazione: dà al Personaggio la forza di muoversi all'interno della Storia. 2. Analisi: rappresenta gli standard con i quali i Personaggi misurano i propri progressi durante lo scorrere della Storia. 3. Metodologia: descrive il modo in cui si muovono i Personaggi verso il raggiungimento dei loro scopi. 4. Scopo: indica ai Personaggi la direzione in cui muoversi.

Modelli Dimensionali Complessi

Attraverso l'utilizzo delle 4 Dimensioni si possono creare tipologie Complesse di Personaggi. Un Personaggio può essere Archetipo in una Dimensione, ma diventare un Modello Complesso in un'altra. Inoltre, un Personaggio può essere guidato da 3 Motivazioni ma si dirige lo stesso verso la realizzazione di un singolo Scopo, il quale può soddisfarle tutte e 3 contemporaneamente. Altri Personaggi potrebbero non essere rappresentati affatto in una o più Dimensioni, rendendoli allo stesso tempo sia più Complessi che più comprensibili al pubblico. Per rendere completa l'Argomentazione di una Storia, tutti i 64 elementi devono essere rappresentati in un Personaggio o in un altro. Una cosa da tenere a mente quando si sviluppa una Storia è che a meno che un Personaggio non rappresenti almeno uno dei 64 Elementi, esso non sta svolgendo una funzione drammatica e la sua utilità è tale solo al fine dello storytelling.

Fonti


  1. Phillips M.A., Huntley C. (2001). Dramatica, A New Theory of Story. (Screenplay Systems Incorporated). Dramatica and the Creative Writer