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La Editio Princeps della Divina Commedia

Sommario

La Editio Princeps della Divina Commedia di Dante Alighieri fu stampata l'11 Aprile 1472 a Foligno in Umbria, Italia dal tipografo tedesco Johann Numeister.

La nascita delle tipografie in Umbria


Foligno è stata tra le prime città italiane ad ospitare una tipografia1. Il primato regionale in senso assoluto spetta a Trevi, ma Foligno la seguì nel medesimo anno 1470 con lo scarto di qualche mese. Fu aperta da Johann Numeister, giunto a Foligno nel 1464 come copista, che comprò le attrezzature da Johann Reinhardt, un altro tedesco attivo a Trevi. Da Trevi proveniva anche il principale collaboratore del Numeister, Evangelista Angelini.

Todo

Integrare la seguente informazione: L'attività tipografica del Numeister non ebbe successo e fu imprigionato per debiti, prima di tornare in Germania.

L'arrivo del Numeister


Il tipografo tedesco Johannes Numeister da Magonza, con alcuni dei suoi compatrioti che risiedevano a Foligno, in qualità di calligrafi, stamparono, nel 1470 nella tipografia di Emiliano Orfini, l’opera De bello italico adversus Gothos di Leonardo Bruni di Arezzo, ma la gemma è rappresentata dalla stampa della Divina Commedia, l’11 aprile 1472.

Una tradizione pretende che Johannes Numeister sia stato discepolo di Johannes Gutenberg e che abbia aiutato il maestro nella stampa del Catholicon(1460).

Sarebbe sceso in Italia nel 1463 stabilendosi a Foligno. Fece società con il fonditore Stefano di Magonza, che lo aveva preceduto nella città umbra, e con Giovanni Papa. Nell’abitazione di Emiliano degli Orfini nel biennio 1470-1472 stampò a Foligno De Bello Italico adversus Gothos di Leonardo Bruni, le Epistolae ad familiares di Cicerone.

La stampa della Divina Commedia


L’11 aprile 1472 fu stampata, col finanziamento di Evangelista Angelini di Trevi, la famosa prima edizione della Divina Commedia, prima opera in lingua italiana ad essere stata stampata.

Certamente il motore di tutta l’operazione editoriale dovette essere un influente personaggio locale: Emiliano di Piermatteo degli Orfini, medaglista e poi zecchiere pontificio, soprintendente dal 1464 della Zecca di Roma. I bei caratteri della Comedia di Foligno, di disegno e di incisione originali, sembrano ispirarsi a quelli impiegati da Sweinheim e Pannartz prima a Subiaco e poi, soprattutto, a Roma.

L’incisione dei punzoni per la fusione del tipo folignate, un romano dall’aspetto vagamente arcaico, grande e rotondo con qualche reminiscenza gotica, fu frutto della collaborazione dello stesso Numeister con Emiliano degli Orfini. La sua mano è ipotizzabile soprattutto nelle maiuscole, il cui disegno rivela una cultura da incisore piuttosto che da calligrafo.

Le copie superstiti


Del Dante di Foligno sono sopravvissuti meno di quaranta esemplari e di questi sono solo 11 quelli attualmente conservati in biblioteche italiane. Quattro di questi sono mutili, tre esemplari sono conservati a Firenze, tre a Roma e le ultime due copie sono conservate rispettivamente presso la Trivulziana di Milano e la Forteguerriana di Pistoia.
Anche all’estero le copie superstiti del Dante di Foligno non sono molte.
Negli Stati Uniti, vengono segnalati solo 9 esemplari. L’ultima comparsa nel mercato antiquario di una Divina Commedia stampata a Foligno è stata ad un’asta a Parigi.

Fonti